Gli OM e la protezione civile

Dal sito dell'ARI di Parma, quello che non c'è più, riporto una mia impressione, dell'allora 2010, che mi sembra ancora attuale.

Una riflessione

 

Inviato da i4nkf il Dom, 04/07/2010 - 16:37

Nei primi interventi (io arrivo agli anni 70 - 80) i mezzi di comunicazione ufficiali erano il telefono, quando c’era, con strutture che, con terremoti e inondazioni, andavano facilmente in crisi e il loro ripristino richiedeva anche settimane. I radioamatori erano i pochi in grado di ripristinare velocemente le comunicazioni usando le frequenze a loro disposizione.
Oggi la situazione è cambiata. I mezzi a disposizione sono più numerosi. Usano sempre la radio, per i collegamenti satellitari e cellulari. Gli apparati, non solo i nostri, sono meno ‘impegnativi’, più piccoli, con maggiore autonomia. Inoltre le varie istituzioni, che si occupano di soccorso e di PC, si sono attrezzate con sistemi di comunicazione propri (reti radio e non).
Tutto questo porta ad un più rapido ripristino delle comunicazioni classiche (telecom & C sono in grado di ripristinare con ponti mobili la telefonia cellulare in poche ore) e ad una minore necessità degli apparati radioamatoriali e delle loro frequenze.
In Emilia-Romagna (ma anche in altre regioni) esiste una rete di comunicazione su frequenze civili, sia con modi analogici che digitali.

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AD8307 Log amplifier

l'AD8307

L'integrato AD8307 è un amplificatore logaritmico: accetta un segnale in ingresso e ne produce uno in uscita che è proporzionale al logaritmo dell'inviluppo del segnale di ingresso. Questi tipi di amplificatori sono anche detti demodulating log amplifier.

Accetta segnali dalla corrente continua (DC) fino a 500 MHz. L'ampiezza  in ingresso può variare da qualche decina di microvolt (praticamente al livello del rumore), fino a qualche volt: la dinamica è di circa 90 dB.

L'errore è limitato a ± 1dB per una dinamica di 88 dB.

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Il contributo di Fermi all'elettronica

Enrico FermiLa nostra attività, l'elettronica e l'informatica in particolare devono molto alla fisica, alla fisica nucleare e a Enrico Fermi.
La fisica richiede calcoli, specie la fisica atomica e nucleare, quest'ultima non troppo antecedente la realizzazione di primi elaboratori elettronici, prima analogici poi digitali.
Come non abbinare la fisica allo studio dei materiali, ai transistor, ai chip e alle proprietà atomiche della materia.

Forse quello che non tutti sanno, è che in Italia una forte spinta nella realizzazione degli elaboratori elettronici e le relative tecnologie, venne da Enrico Fermi.

Interrupt con Arduino UNO

Arduino Uno può gestire due interrupt (due vettori di interrupt) su due piedini il pin 2 e il pin 3. Altri modelli di Arduino hanno più ampie possibilità.
All'accensione del processore l'interrupt è abilitato, all'occorrenza si può disabilitare.  Di seguito vengono riportate alcune funzioni per gestire l'interrupt ed esempi:

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Interrupt nei sistemi embedded

Interrupt Service RoutineIl programma di un controllore embedded si svolge all'interno di un loop infinito: inizia all'accensione del sistema e termina con il suo spegnimento. L'esecuzione non ha mai termine, ma  resta in attesa di segnali in ingresso (sensori) e predispone le uscite (attuatori).

Molti eventi avvengono in modo asincrono, non previsto o prevedibile da sistema. Si tratta ad, esempio, della pressione di un tasto o un di segnale da un sensore che arriva in modo non prevedibile.

DX EXPEDITIONS: SEMPRE UNA GRANDE EMOZIONE

Forum: 

A chi ha letto l'altro trafiletto "collegamenti radio intercontinentali" non sarà sfuggito il cenno al fatto di poter dimostrare, a se e agli altri, di aver stabilito un collegamento radio con ogni zona del nostro pianeta. Ma se in quella zona, in quella nazione, non vi sono radioamatori, con chi posso fare il benedetto collegamento ? Proprio con nessuno !   

COLLEGAMENTI RADIO INTERCONTINENTALI

Forum: 

A un buon numero di Radioamatori, oltre alla attività tecnica, alla ricerca e istruzione personale, il Servizio di Radioamatore piace perchè è possibile stabilire un collegamento, telegrafico o in fonìa, con altri Radioamatori in ogni parte del mondo. E ciò riporta la mente e l'animo indietro fino ai tempi eroici della radio, quando il buon Marconi andava aumentando sempre più le distanze coperte dai suoi sistemi trasmittenti e riceventi.

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